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Sostenibilità
mar 2026

La riqualificazione energetica degli edifici storici: guida a norme e impianti

Tempo di lettura: 3 min

La riqualificazione energetica degli edifici storici è una delle sfide più complesse per progettisti, enti pubblici e gestori del patrimonio culturale. Intervenire sugli edifici storici significa infatti conciliare tutela, sicurezza e innovazione tecnologica nel rispetto della normativa e delle direttive europee in materia di sostenibilità. La riqualificazione riguarda sia l’efficientamento energetico sia l’adeguamento degli impianti e richiede un approccio tecnico, capace di garantire equilibrio tra conservazione e prestazione.

Cosa si intende per edificio di interesse storico

Gli edifici di interesse storico sono immobili con un valore artistico, architettonico o culturale riconosciuto formalmente dallo Stato. Su indicazione delle soprintendenze, sono spesso sottoposti al vincolo monumentale tramite decreto del Ministero competente, in conformità al D.Lgs. 490/1999 e al successivo D.Lgs. 42/2004


Sono considerati edifici storici i manufatti di epoca antica e le costruzioni del Novecento che documentano l’evoluzione del linguaggio architettonico moderno.


Il vincolo deve essere dichiarato esplicitamente. Di conseguenza, non tutti gli edifici datati sono di interesse storico e non richiedono interventi alternativi per il retrofit energetico.


L’adeguamento energetico degli edifici storici, così come ogni intervento di manutenzione, recupero o miglioramento, deve essere autorizzato preventivamente.

La normativa CEI per gli impianti elettrici negli edifici storici

La realizzazione degli impianti elettrici negli edifici storici è regolata principalmente dalla norma CEI 64-15, che introduce varianti a sicurezza equivalente nei contesti sottoposti a tutela e integra la CEI 64-8, che rimane il riferimento generale per gli impianti elettrici.


La norma CEI 64-15 si applica sia agli impianti elettrici, elettronici e di comunicazione elettronica nuovi, sia al rifacimento o all’adeguamento di quelli esistenti. Comprende tutti gli edifici pubblici e privati soggetti a tutela o contenenti beni culturali, ma non si applica a

  • edifici non formalmente vincolati;

  • strutture che ospitano beni tutelati solo occasionalmente;

  • locali tecnologici o con pericolo di esplosione.


Il concetto centrale della norma è appunto la “variante a sicurezza equivalente”. In altre parole, quando il rispetto integrale della CEI 64-8 è incompatibile con i vincoli architettonici si possono adottare soluzioni alternative di pari efficacia sotto il profilo della sicurezza.


Per questi interventi è sempre obbligatoria la redazione del progetto da parte di un tecnico abilitato. L’adeguamento degli impianti negli edifici storici non può essere infatti improvvisato e richiede documentazione precisa e coerenza con prescrizioni delle autorità di tutela.

La progettazione elettrica per musei e biblioteche: le linee guida

La realizzazione degli impianti in musei e biblioteche richiede competenze specifiche. Progettare un impianto per museo significa infatti integrare sicurezza elettrica, conservazione delle opere e gestione efficiente dell’energia.


L’utilizzo del BIM per gli edifici storici, e in particolare dell’HBIM (Historical Building Information Modeling) è prezioso per avere una conoscenza approfondita della struttura prima dell’intervento. 


Esso consente infatti di sviluppare modelli digitali dettagliati, utili alla pianificazione degli interventi complessi e alla manutenzione programmata.


Dal punto di vista tecnico, la conformità degli impianti di un museo o di una biblioteca richiede diverse accortezze, tra cui:

  • un progetto firmato da un professionista abilitato;

  • i quadri elettrici e i dispositivi di sicurezza collocati in aree non accessibili al pubblico;

  • soluzioni impiantistiche poco invasive, come sistemi a bus o tecnologie a onde convogliate;

  • l’uso di LED a basso irraggiamento e di fibre ottiche per ridurre l’impatto su opere e documenti.


Inoltre, musei e archivi rientrano spesso tra le attività soggette alla normativa sul pubblico spettacolo, soprattutto in materia di sicurezza e prevenzione incendi. Di conseguenza, le condutture devono limitare la propagazione delle fiamme e i sistemi di rivelazione devono essere capillari.


Nel caso delle biblioteche pubbliche, per l’impianto elettrico occorre considerare anche la protezione dei sistemi informatici e degli archivi digitali tramite UPS e gruppi di continuità. 


L’efficientamento energetico di musei e biblioteche può essere raggiunto anche con il contributo di sistemi di controllo avanzato di temperatura e umidità, fondamentali per il comfort, il risparmio energetico e la conservazione delle opere.

Efficienza energetica e obblighi europei per gli edifici pubblici storici

La transizione energetica coinvolge direttamente il patrimonio pubblico e l’efficienza energetica degli edifici storici è al centro delle politiche europee, in particolare attraverso la direttiva EPBD, che introduce obiettivi progressivi di decarbonizzazione:

  • dal 1° gennaio 2028, tutti i nuovi edifici pubblici dovranno essere a emissioni zero;

  • entro il 2030, gli Stati membri dovranno riqualificare il 16% degli edifici non residenziali con le peggiori prestazioni energetiche, percentuale che salirà al 26% entro il 2033.


L’obbligo di rendere gli edifici pubblici NZEB riguarda soprattutto le nuove costruzioni, ma incide indirettamente anche sugli interventi di efficientamento energetico degli edifici pubblici esistenti.


La direttiva EPBD consente però agli Stati membri di escludere dagli obblighi alcuni immobili, ufficialmente protetti per il loro valore storico o architettonico. 


La deroga non è automatica e viene lasciato agli Stati nazionali il compito di definire modalità e limiti applicativi, per bilanciare tutela e riqualificazione energetica degli edifici storici.


Non è quindi possibile dedurre dalla direttiva case green quali sono gli edifici storici soggetti o esenti da efficientamento. Ogni edificio viene valutato caso per caso, tenendo conto dei vincoli esistenti e delle possibili soluzioni per migliorarne la classe energetica.


In sintesi, le linee guida per l’efficienza energetica degli edifici storici privilegiano interventi non invasivi e documentati, con miglioramenti impiantistici e gestionali rispetto a modifiche strutturali irreversibili.

FAQ

Quali norme CEI si applicano agli impianti elettrici nei musei?

Si applicano la CEI 64-8 come norma generale e la norma CEI 64-15 nei casi di edifici sottoposti a tutela, oltre ad eventuali prescrizioni antincendio e legate alla normativa sui locali di pubblico spettacolo.

Quali requisiti di sicurezza elettrica valgono per biblioteche e archivi?

È richiesto un progetto redatto da tecnico abilitato, l’adozione di sistemi di protezione contro sovracorrenti e contatti indiretti, quadri elettrici protetti e sistemi di rilevazione incendio adeguati.

Gli edifici storici sono esclusi dagli obblighi NZEB?

Non automaticamente. La direttiva EPBD consente deroghe per immobili ufficialmente protetti, lasciando la definizione concreta delle eccezioni al recepimento nazionale.

Che cos’è l’Historical Building Information Modeling?

L’HBIM è una metodologia digitale che applica la tecnologia BIM (Building Information Modeling) a edifici esistenti e storici. Consente di creare modelli 3D parametrici intelligenti grazie a rilievi laser scanner o fotogrammetrici, per supportare il restauro, la conservazione e la gestione grazie a dati geometrici, materici e storici.

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