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Sostenibilità
dic 2025

Efficientamento energetico 2030: cosa cambia con la direttiva EPBD

Tempo di lettura: 5 min

La direttiva EPBD (Energy Performance of Buildings Directive), conosciuta anche come “direttiva Case Green”, sta ridisegnando il futuro dell’efficienza energetica edilizia in Europa, con l’obiettivo di ridurre le emissioni e di migliorare la sostenibilità del patrimonio immobiliare. Vediamo quali criteri introduce per la classificazione energetica e come si pone rispetto all'adozione di tecnologie smart e di sistemi di building automation.

Cosa prevede la direttiva EPBD

La direttiva (UE) 2024/1275, nota come direttiva EPBD o “Case Green”, è il principale e più recente strumento normativo europeo sulla prestazione energetica degli edifici e parte del pacchetto Fit for 55, ovvero il piano dell’Unione Europea volto a ridurre del 55% le emissioni di CO₂ entro il 2030.


La direttiva è stata Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea l’8 maggio 2024 ed è entrata in vigore il 28 maggio 2024. Da quella data, concede agli Stati membri due anni per il recepimento, ma alcune sue misure saranno operative già nei prossimi mesi.


La direttiva europea EPBD prevede:

  • la riduzione delle emissioni di CO2 attraverso tecnologie e materiali sostenibili;

  • il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, per ridurre i consumi e promuovere la sostenibilità ambientale.


Diversi inoltre gli obiettivi da raggiungere a breve e lungo termine:

  • 2026 - recepimento della direttiva nella legislazione nazionale e invio all’UE del piano nazionale di ristrutturazione degli edifici (NBRP).

  • 29 maggio 2026 - gli stati membri devono introdurre uno schema per i passaporti di ristrutturazione e devono rendere il certificato di prestazione energetica (EPC) conforme al modello previsto nell'Allegato V.

  • 2027 - gli stati membri devono pubblicare il primo piano nazionale di ristrutturazione, da riesaminare ogni 5 anni.

  • 2028 - Tutti i nuovi edifici di proprietà di enti pubblici devono essere a emissioni zero.

  • 2030 - Tutti i nuovi edifici devono essere a emissioni zero.

  • 2050 - Rendere tutti gli edifici dell’UE a emissioni zero.


Per “emissioni zero”, la direttiva intende un edificio con un fabbisogno energetico pari a zero o molto basso, che non genera emissioni dirette di carbonio da combustibili fossili e mantiene emissioni operative di gas serra prossime allo zero.


Una definizione che ricalca quella degli edifici NZEB (near zero emission buildings) e consolida il cambio di paradigma della legge per l’efficientamento energetico 2030, verso edifici sempre più efficienti, integrati con le fonti rinnovabili e autonomi.

Gli obiettivi dell’efficientamento energetico 2030 per l’edilizia europea

Come accennato, entro il 2030, tutti i nuovi edifici dovranno essere edifici a emissioni zero. Inoltre, tutti gli immobili già esistenti dovranno raggiungere almeno la Classe Energetica E per poter essere venduti o affittati.


Un altro traguardo di efficientamento energetico delle case europee sarà il 31 Dicembre 2029, entro cui bisognerà dotare gli edifici non residenziali con potenza termica nominale effettiva superiore a 70 kW di sistemi di automazione e controllo degli edifici (BACS) e di controlli automatici dell'illuminazione.


Inoltre, le ultime revisioni della direttiva hanno reso gli obiettivi più flessibili e adattabili secondo le specificità nazionali, in modo che ciascun Paese possa definire strategie di ristrutturazione basate sul proprio patrimonio edilizio e sistema di classificazione energetica. Sono infine previste anche misure di sostegno per le famiglie e gli edifici pubblici, così che possano essere inclusi nella riqualificazione senza generare disparità economiche.

Smart Readiness Indicator: il nuovo parametro per misurare l’efficienza

L’SRI (Smart Readiness Indicator) o indice di predisposizione all’intelligenza, è un nuovo strumento introdotto proprio dalla Energy Performance of Buildings Directive (EPBD). La sua funzione è quella di consentire una valutazione più agevole e condivisa della capacità di un edificio di utilizzare tecnologie intelligenti.


In particolare, l’indice SRI misura quanto un edificio sia in grado di:

  • ottimizzare l’efficienza energetica e le prestazioni operative;

  • adattarsi alle esigenze degli occupanti;

  • rispondere alle richieste della rete elettrica, ad esempio modulando i consumi in base alla disponibilità energetica.


L'indice SRI promuove quindi l’adozione di sistemi di building automation, monitoraggio elettrico e gestione intelligente di riscaldamento, illuminazione e ventilazione. La sua metodologia di calcolo è definita da nove domini tecnici e sette criteri di impatto. 


Per quanto riguarda le tempistiche di adozione:

  • Entro il 30 giugno 2027, la Commissione dovrà adottare atti delegati per integrare la Direttiva con uno schema comune facoltativo di classificazione della smart readiness degli edifici.

  • Nella stessa data, l’SRI diventerà obbligatorio per gli edifici non residenziali con una potenza termica nominale superiore a 290 kW

Come cambiano le classi di efficienza energetica degli edifici

Tra le novità della direttiva EPBD “Case Green” c’è anche la modifica significativa delle modalità di calcolo dell’efficienza energetica degli edifici e delle procedure di certificazione.


Sono l’articolo 4 e l’allegato 1 a stabilire che la prestazione energetica deve essere determinata in base al consumo di energia calcolato o misurato, tenendo conto di riscaldamento, raffrescamento, acqua calda, ventilazione e illuminazione integrata.


La direttiva dispone inoltre che la metodologia deve essere trasparente e aperta all’innovazione. Nel testo sono elencate tutte le norme europee su cui si basa:

  • EN ISO 52000-1

  • EN ISO 52003-1

  • EN ISO 52010-1

  • EN ISO 52016-1

  • EN ISO 52018-1

  • EN ISO 52120-1 (La norma che regola i BACS - Building Automation and Control Systems)

  • EN 16798-1

  • EN 17423


Tutte le norme sono già state recepite da UNI, l’Ente Italiano di Normazione, che sta completando gli allegati nazionali per renderle pienamente operative. Una volta applicabili, consentiranno una classificazione più accurata delle classi di efficienza energetica degli edifici, agevolando gli interventi di efficientamento energetico.

Il ruolo dei sistemi di Building Automation nel risparmio energetico

I Building Automation and Control Systems (BACS) sono fondamentali per raggiungere gli obiettivi della legge sull’efficientamento energetico, come dimostra la presenza della EN ISO 52120-1 tra le norme su cui essa si basa. 


Si tratta di sistemi che permettono di controllare e ottimizzare automaticamente i consumi di energia in base alle condizioni ambientali, alle abitudini degli utenti e alle richieste della rete. Infatti, è possibile ridurre gli sprechi e migliorare la qualità dell’ambiente indoor attraverso sensori, attuatori e piattaforme digitali che gestiscono gli impianti HVAC, di illuminazione e di produzione di energia rinnovabile.

La combinazione tra EPBD e BACS apre così la strada a edifici più efficienti, confortevoli e connessi, ed è un modo concreto di contribuire al risparmio energetico degli edifici e alla transizione verso modelli abitativi più sostenibili.

FAQ

Cosa definiscono la direttiva EPBD e la normativa BACS?

La direttiva EPBD stabilisce i principi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, mentre la normativa BACS definisce i sistemi di automazione che consentono di ottimizzare i consumi energetici e gestire in modo intelligente gli impianti.

Quando entreranno in vigore gli obblighi previsti dalla direttiva EPBD?

Dal 1° gennaio 2030, tutti i nuovi edifici a zero emissioni (ZEmB) dovranno rispettare i requisiti della direttiva: dal 2028 per gli edifici pubblici e dal 2030 per tutti i nuovi edifici. Fino ad allora, i nuovi edifici dovranno essere NZEB. Tutti gli edifici dovranno essere a zero emissioni entro il 2050.

Come si calcola la nuova classe energetica di un edificio?

Il calcolo dell’efficienza energetica si basa sul consumo di energia calcolato o misurato, in relazione ai principali servizi tecnici dell’edificio come riscaldamento, raffrescamento, acqua calda e ventilazione.

Cos’è l’indice SRI?

L’indice SRI (Smart Readiness Indicator) misura la capacità di un edificio di integrare tecnologie intelligenti e sistemi automatizzati per ridurre i consumi e migliorare il comfort abitativo.

Quali tecnologie rendono un edificio “intelligente”?

Le tecnologie che permettono di migliorare l’efficienza energetica degli edifici includono sistemi di building automation, controllo remoto degli impianti, sensori ambientali e soluzioni per la gestione intelligente dell’energia.

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