L’efficientamento energetico della pubblica amministrazione è una priorità per raggiungere gli obiettivi europei di decarbonizzazione e riduzione dei consumi. La direttiva EPBD ha introdotto obblighi per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici con requisiti minimi di prestazione, scadenze precise e promuovendo l’adozione di sistemi di building automation. Inoltre, gli incentivi come il Conto Termico 3.0 per la pubblica amministrazione, i fondi del PNRR dedicati e i bandi per l’efficientamento energetico consentono di accompagnare gli enti nel percorso di adeguamento normativo e sostenibilità economica.
Il quadro normativo essenziale: la direttiva EPDB e i requisiti
La Direttiva EPBD IV dell’8 maggio 2024 (Energy Performance of Building Directive) definisce il quadro normativo di riferimento per l’efficientamento energetico degli edifici in ambito europeo. Il suo obiettivo è la decarbonizzazione dell’intero patrimonio edilizio dell’Unione entro il 2050, e dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 29 maggio 2026.
Per la maggior parte del patrimonio della Pubblica Amministrazione, ovvero gli edifici non residenziali, la direttiva stabilisce requisiti minimi di prestazione energetica da applicare almeno al 16% degli edifici entro il 2030 e al 26% entro il 2033, con un progressivo abbattimento del consumo medio di energia primaria fino al 2050.
Gli edifici di nuova costruzione dovranno inoltre essere a emissioni zero dal 2030, con una scadenza anticipata al 2028 per gli edifici pubblici “NZEB”, ovvero i Near Zero Emission Buildings descritti dall’omonima normativa.
La prestazione energetica oggetto degli efficientamenti è determinata nell’Allegato 1 della direttiva EPBD sulla base del consumo di energia calcolato o misurato. Esso riflette l’uso reale per riscaldamento, raffrescamento, produzione di acqua calda, ventilazione, illuminazione integrata e altri sistemi tecnici.
La definizione dei requisiti minimi della prestazione energetica viene affidata agli Stati membri nell’articolo 5. Questi dovranno essere applicabili sia ai nuovi edifici sia a quelli soggetti a ristrutturazioni importanti.
In Italia la prima legge in materia di consumo energetico degli edifici è stata la legge 373/76, ma è il D.Lgs. 192/05 a costituire il principale riferimento attuale.
Tale decreto ha recepito tutte le precedenti direttive EPBD ed è stato integrato da decreti attuativi. Tra questi, il D.M. 28/10/2025 (Decreto Requisiti Minimi) introduce l’obbligo di sistemi BACS (Building Automation and Control Systems) con classe minima B negli edifici non residenziali, anche in caso di ristrutturazioni di secondo livello e riqualificazioni.
Gli interventi ad alto impatto per la riqualificazione energetica
Gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici pubblici si concentrano su azioni capaci di ridurre in modo significativo i fabbisogni energetici e le emissioni. Si tratta di operazioni come l’isolamento dell’involucro edilizio con cappotti termici, il rifacimento delle coperture e la sostituzione degli infissi, nonché l’installazione di impianti solari termici e fotovoltaici, obbligatori per i nuovi edifici e progressivamente estesi alle ristrutturazioni importanti.
Riguardo ai sistemi di climatizzazione, dal 2025 non sono più incentivati gli impianti a combustibili fossili, con una progressiva eliminazione prevista entro il 2040 e la promozione di soluzioni più sostenibili: pompe di calore, sistemi geotermici e impianti ibridi, coerenti con le recenti leggi sul risparmio energetico e con gli obiettivi europei già menzionati.
Anche la Building Automation sarà cruciale per la riqualificazione energetica dell’edificio. La Direttiva EPBD prevede infatti l'integrazione di sistemi smart interconnessi e completi, con cui monitorare e gestire automaticamente i consumi, per un uso più efficiente delle risorse che coinvolge diversi aspetti:
il monitoraggio costante e la gestione smart degli impianti consentono di abbattere le spese energetiche fino al 30%, portando a una ottimizzazione dei costi energetici;
la regolazione automatica del condizionamento e dell’illuminazione crea un ambiente ideale, che stimola la produttività e il comfort all’interno di uffici, scuole, strutture sanitarie, ambienti di produzione.
un’efficienza operativa superiore, automatizzando i cicli di manutenzione e permettendo un utilizzo strategico delle risorse disponibili;
una riduzione della carbon footprint, poiché gli edifici partecipano attivamente alla transizione ecologica e alla lotta climatica;
l’apprezzamento del valore immobiliare, grazie al maggior avanzamento tecnologico e al comfort per gli abitanti.
Conto Termico, incentivi e bonus per l'efficientamento energetico degli edifici pubblici
Tra gli strumenti di sostegno più rilevanti per la Pubblica Amministrazione rientra il Conto Termico 3.0, incentivo che costituisce un’evoluzione delle politiche per l’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Il Conto Termico per le PA riguarda tutte le amministrazioni dello stato, tra cui:
scuole, istituti educativi e universitari;
aziende e amministrazioni statali, regioni, province e comuni;
le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura;
il Servizio sanitario nazionale;
le amministrazioni pubbliche.
Il Conto Termico per gli edifici pubblici ammette sia interventi più profondi di incremento dell’efficienza energetica, sia interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e l’adozione di sistemi ad alta efficienza. Tra questi rientra anche l’installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico degli impianti termici ed elettrici.
Per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici, nel 2025 ha preso il via anche il Fondo CSE, destinato a promuovere l’uso delle energie rinnovabili e il miglioramento dell’efficienza energetica negli edifici pubblici comunali. Tale misura punta alla riduzione dell’impatto ambientale del patrimonio edilizio e all’abbattimento dei costi energetici nel medio-lungo periodo.
Un’ulteriore incentivo, valido nel 2026 per chi ha presentato domanda entro il 29 settembre 2025, è il primo sportello GSE, che comprende tra gli interventi incentivabili anche i sistemi digitali di gestione dei consumi e si inserisce nel solco dei finanziamenti per l’efficientamento energetico degli edifici pubblici del PNRR.
FAQ
Il Conto Termico per la Pubblica Amministrazione prevede l’erogazione di incentivi a copertura parziale delle spese sostenute per interventi di efficienza energetica e fonti rinnovabili su edifici esistenti.
Interventi sull’involucro, sugli impianti di climatizzazione, sulle fonti rinnovabili, ma anche di efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica e di installazione di sistemi di building automation.
I Comuni possono accedere a bonus di riqualificazione energetica come l’incentivo Conto Termico 3.0 e a bandi di efficientamento energetico come il Fondo CSE e lo Sportello GSE.
L’obbligo scatta in presenza di nuove costruzioni pubbliche e ristrutturazioni importanti, in applicazione della direttiva EPBD e della normativa nazionale di recepimento.
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