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Gradi di protezione IP: come interpretarli secondo le norme CEI

Tempo di lettura: 4 min

Il grado di protezione IP è il parametro che consente di valutare l’idoneità di apparecchiature elettriche ed elettroniche a diversi contesti di installazione, classificando con precisione il livello di protezione degli involucri contro l’ingresso di polveri, corpi solidi e liquidi. Una conoscenza approfondita del sistema IP aiuta a garantire sicurezza, affidabilità e conformità normativa dei dispositivi elettrici ed elettronici, in particolare in ambito industriale, civile e nei cantieri.

Cos'è il grado di protezione IP

La Commissione Elettrotecnica Internazionale (IEC) ha sviluppato il sistema dei gradi di protezione IP, utilizzato a livello globale in ambito industriale, per garantire la protezione dei dispositivi elettrici ed elettronici che si deteriorerebbero o smetterebbero di funzionare correttamente a contatto con acqua e polvere.


La norma di riferimento è la IEC 60529, definita dal Comitato Tecnico CEI 70 e recepita in Europa come EN 60529. Essa definisce i criteri per valutare la resistenza degli involucri (per apparecchiature elettriche con tensione nominale fino a 72,5 kV) contro l’ingresso di solidi e liquidi, nonché la designazione dei gradi di protezione, le prescrizioni per ogni designazione e le prove di verifica.


L’acronimo del grado di protezione IP significa Ingress Protection, ed è seguito da due cifre numeriche. La prima indica la protezione contro l’ingresso di corpi solidi e il contatto accidentale; la seconda indica la protezione contro l’ingresso di liquidi. La scala va da 0 a 6 per i solidi e da 0 a 9 per i liquidi. Più elevato è il valore, maggiore è la protezione offerta dall’involucro.

Tabella dei gradi IP: i valori consigliati nei diversi casi d’uso

Una tabella dei gradi di protezione IP consente di individuare rapidamente il livello di protezione più adatto alle proprie esigenze. Le classi di IP vengono infatti espresse come combinazione delle due cifre del codice IP descritte in precedenza.


Le caratteristiche dei gradi di protezione IP variano molto: ad esempio, IP20 protegge contro l’ingresso di dita od oggetti di grandi dimensioni, ma non contro l’acqua. IP44 protegge invece contro corpi solidi superiori a 1 mm e spruzzi d’acqua da tutte le direzioni.

La norma CEI 64-8 specifica il grado di protezione da garantire nelle diverse applicazioni, stabilendo che il progettista di attenga alla prescrizione normative e installi il prodotto più indicato. Il calcolo del grado di protezione IP è reso più chiaro dall’eventuale presenza della lettera “X” al posto di una delle due cifre, la quale indica che quell’involucro non garantisce nessuna protezione da solidi o liquidi.


Ad esempio:

  • IPX5: omissione della prima cifra caratteristica;

  • IP2X: omissione della seconda cifra caratteristica.


Il livello massimo attualmente previsto è IP69K, che viene utilizzato per apparecchiature che operano in condizioni estremamente severe poiché assicura una completa tenuta contro polveri e fumi, la resistenza a immersioni prolungate e la protezione completa contro getti d’acqua ad alta pressione e temperatura a distanza ravvicinata.


La classificazione IP69K fa riferimento alla norma internazionale ISO 20653 e differisce dalla classificazione IP69 (che fa riferimento alla IEC 60529) nei test e nelle applicazioni. 


Le certificazioni IP rendono quindi molto più facile mettere in sicurezza impianti elettrici di cantiere, oltre a impianti industriali e di distribuzione dell’energia, ovvero casi in cui la protezione IP di ogni componente è un fattore decisivo per rispondere a qualsiasi esigenza installativa.

Norme CEI di riferimento e criteri di certificazione

Come accennato, le norme CEI regolano in modo puntuale la classificazione IP, stabilendo non solo i livelli di protezione, ma anche le modalità di test delle apparecchiature, simulando condizioni di esposizione a polveri, liquidi e corpi solidi, in modo da garantire un comportamento affidabile durante l’utilizzo reale.


La già citata CEI EN 60529 rappresenta il riferimento principale per i gradi protezione IP e definisce sia i requisiti, sia le procedure di verifica. Essa tiene anche conto della possibilità di accesso alle parti interne potenzialmente pericolose, un aspetto rilevante per la sicurezza degli operatori.


In alcuni casi viene già stabilito dalla norma CEI 64-8 il grado di protezione IP, ad esempio per i bagni pubblici che vengono puliti con getti d’acqua (almeno IPX5), per i campeggi (almeno IP44) o per l’illuminazione esterna (almeno IP33).


La certificazione IP descritta dalle norme viene rilasciata da laboratori accreditati che eseguono prove standardizzate e stabiliscono le due cifre del grado IP finale in base alle performance misurate durante i test.

Come scegliere il grado IP adatto per ogni contesto

La selezione del grado di protezione IP dipende da diversi fattori, come le condizioni ambientali, la presenza di polveri, il rischio di contatto con acqua e i requisiti normativi appena descritti.


Il grado di protezione IP per quadri elettrici può andare da un minimo di IP20 per ambienti asciutti interni, fino a IP54 o IP65 (come per i quadri elettrici con prese Gewiss) per installazioni esterne o industriali.


Completata l’installazione secondo le istruzioni fornite dal costruttore, il grado di protezione del quadro deve essere:

  • almeno uguale a IP2X da chiuso;

  • almeno uguale a IPXXB se aperto con protezione frontale (dead-front);

  • la seconda cifra caratteristica deve essere almeno uguale a 3 per i quadri da utilizzo all’esterno e senza protezione supplementare.


Negli ambienti interni asciutti, come uffici o locali tecnici protetti, spesso è sufficiente un grado IP20 o IP21, poiché la protezione dall’acqua non è prioritaria. In ambienti interni soggetti a umidità, come bagni o locali di servizio, è necessario invece un livello superiore.


Il grado di protezione IP per esterni è generalmente più alto, dato il rischio maggiore di penetrazione di polveri, insetti, pioggia, neve e la presenza di sistemi di irrigazione. In questi casi si ricorre almeno a un grado di protezione IP44, oppure ai gradi IP54 o IP55 in contesti più complessi.


In caso di sistemi di automazione industriale e di applicazioni esposte ad agenti atmosferici intensi o a polveri, è indicato il grado di protezione IP 65 o IP66 per una protezione completa contro la polvere e contro potenti getti d’acqua. Per sistemi immersi o interrati si ricorre a IP67 o IP68, mentre IP69K resta riservato alle condizioni più rigide e ai lavaggi quotidiani intensivi.

FAQ

Chi certifica i gradi di protezione IP?

I gradi di protezione IP sono stabiliti dalla norma internazionale IEC 60529 (in Europa EN 60529) e la certificazione viene rilasciata da laboratori di prova accreditati.

Dove cercare e leggere i gradi di protezione IP?

Il grado di protezione IP si può trovare tra le specifiche del prodotto, come l’etichetta, la confezione, il manuale o le informazioni fornite dal produttore.

Qual è il grado IP minimo per quadri elettrici?

All’interno viene generalmente impiegato il grado IP20/IP21 per ambienti asciutti, mentre si ricorre ad almeno il grado IP44/IP54 per ambienti esterni o interni umidi e polverosi.

Qual è il massimo grado di protezione IP?

Il livello massimo di protezione è IP69 e viene assegnato a sistemi progettati per resistere a condizioni severe.

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