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Innovazione
mag 2024
Interruttore differenziale tipo F: cos'è e quando va installato
Tempo di lettura: 3 min

written by

Alessia Varalda

Communication Specialist, Digital Content manager, SEO Copywriter

Ingegnere elettrotecnico. Scrive di home & building automation, illuminazione, comfort, emobility, efficienza energetica e sostenibilità per il portale Elettricomagazine e la rivista tecnica ONEnergy.

Gli interruttori differenziali sono dispositivi fondamentali nell’impiantistica elettrica. In un ambiente domestico, l'interruttore differenziale mette in sicurezza tutta la casa. Sono posizionati all’interno dei quadri elettrici, a monte dell’impianto di casa. Grazie al differenziale, l’impianto viene protetto dai malfunzionamenti che possono avvenire sulla linea elettrica. Negli impianti industriali vengono utilizzati più differenziali per proteggere le singole aree e non bloccare un intero processo produttivo in caso di guasto.

Le diverse tipologie

Secondo la norma internazionale IEC 60755, sono classificati in base alla capacità di rilevare diverse forme d’onda di corrente differenziale e si distinguono in differenziali di tipo AC, A, F, B.

 

Gli interruttori differenziali di tipo AC sono stati i primi ad essere immessi sul mercato e sono utilizzati in particolare negli impianti civili. Rilevano la corrente differenziale alternata alla frequenza di rete di 50 Hz e sono indicati per carichi lineari.

 

Quelli di tipo A lavorano in modo ottimale con correnti alternate sinusoidali e correnti unidirezionali improvvise e possono sostituire il tipo AC.

 

I differenziali di tipo B sono ideali per operare con correnti continue o ad alta frequenza e sono adatti per un utilizzo in presenza di circuiti non lineari.

 

Gli interruttori differenziali di tipo F – dove F sta per Frequenza - sono una evoluzione del dispositivo di protezione differenziale di tipo A e lavorano anche con corrente a frequenza multipla. Sono pensati per la protezione contro i contatti indiretti di apparecchi dotati di inverter.

 

Anche se l’interruttore differenziale di tipo F è ancora il meno utilizzato, i professionisti stanno iniziando a installarlo sia in ambito industriale, sia in quello residenziale. Ovviamente la scelta di installare un interruttore differenziale – anche quello di tipo F - dipende da vari fattori come la tipologia di impianto elettrico, la necessità di protezione e le normative.

Interruttore differenziale tipo F: perché è così importante

Oggi molti apparecchi domestici e industriali, quali lavatrici, aspirapolvere, lavastoviglie, climatizzatori e pompe di calore, sono dotate di inverter: una tecnologia che consente di migliorarne le prestazioni riducendo il consumo energetico. I convertitori di frequenza monofase, per regolare il numero di giri dell’azionamento, possono produrre correnti differenziali di tipo misto, con componenti ad alta frequenza. I tradizionali differenziali di tipo A e AC potrebbero non riuscire a rilevarle in modo corretto.

 

I differenziali tipo F sono stati progettati per rispondere alle esigenze di applicazioni con inverter monofase, poiché garantiscono un adeguato livello di protezione in caso di guasto a terra. Inoltre, offrono una elevata resistenza agli interventi intempestivi. Questi dispositivi sono stati introdotti con la normativa IEC/EN 62423.

Le caratteristiche dei differenziali tipo F

esti dispositivi di protezione elettrica, progettati per garantire la sicurezza delle persone e la protezione degli impianti elettrici, sono in grado di rilevare le correnti alternate sinusoidali e pulsanti dirette. Inoltre, assicurano – in conformità con la Norma IEC/EN 62423 – la protezione differenziale da guasti verso terra con frequenza composita fino a 1 kHz. Nel caso di eventuali correnti di guasto ai morsetti di uscita dei convertitori di frequenza monofase, questi differenziali li rilevano correttamente.

 

Gli interruttori differenziali di tipo F hanno anche una buona resistenza ai disturbi transitori e alle sovratensioni di origine atmosferica.

 

In termini di prestazioni, si collocano tra gli interruttori differenziali di Tipo A e quelli di Tipo B. È bene sottolineare che solo gli interruttori differenziali di tipo B sono in grado di rilevare componenti di guasto di tipo continuo.

Perché scegliere un interruttore differenziale tipo F

L'adozione di un interruttore differenziale di tipo F si dimostra la scelta più adatta in situazioni che richiedono una protezione affidabile e flessibile, in grado di adeguarsi a condizioni operative mutevoli e complesse. Grazie alle sue peculiarità distintive assicura:
 

  • protezione avanzata per elettrodomestici equipaggiati con tecnologia inverter;
  • ottimizzazione del consumo energetico;
  • adattabilità alle diverse tipologie di carichi elettrici
     

Inoltre, offrono diversi benefici in presenza di inverter monofase:

  • protezione ottimizzata in caso di guasti a terra;
  • riduzione di falsi allarmi o interventi intempestivi del dispositivo di protezione;
  • miglioramento della sicurezza e affidabilità sia degli impianti elettrici residenziali, sia di quelli industriali.
     

Per una corretta scelta è fondamentale effettuare una analisi per individuare le possibili correnti di guasto differenziale presenti e future nell'impianto e avere una visione dettagliata di apparecchiature e macchinari che verranno connessi.

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