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Innovazione
ago 2026

CEI 64-8 e CEI 11-27: la guida alla normativa sugli impianti elettrici

Tempo di lettura: 4 min

La realizzazione e la sicurezza degli impianti elettrici richiedono il rispetto di precise disposizioni tecniche e legislative. Conoscere a fondo la normativa vigente consente infatti di garantire conformità, una progettazione accurata e una realizzazione a regola d’arte capace di fare fronte alle esigenze e ai requisiti di ogni contesto applicativo.

Le normative di riferimento sugli impianti elettrici

Il riferimento nella legislazione italiana è il D.M. 37/2008, che disciplina l'installazione, la trasformazione e l'ampliamento degli impianti elettrici. Il decreto impone lo sviluppo di un progetto formale per specifiche casistiche dimensionali e obbliga l'installatore a rilasciare la Dichiarazione di Conformità (Di.Co.) al termine delle attività.


La Legge 186/68 fissa invece il principio secondo cui ogni opera offre adeguate garanzie di incolumità, se eseguita seguendo i canoni della regola dell'arte, secondo le prescrizioni dei documenti pubblicati dal Comitato Elettrotecnico Italiano.


Il Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08) stabilisce poi gli adempimenti in capo ai datori di lavoro per la mitigazione del rischio di natura elettrica. La sua estensione applicativa è la norma CEI 11-27, deputata a regolamentare le procedure durante l'esecuzione di attività su parti attive o in loro prossimità.


Il riferimento principale per lo sviluppo degli impianti elettrici in bassa tensione è invece la norma CEI 64-8, per impianti fino a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua per scenari civili, commerciali e industriali. 


Per la salvaguardia del personale durante la gestione delle attività operative e di manutenzione, la norma CEI 11-27 (estensione applicativa del D.Lgs. 81/08) regola i lavori sugli impianti elettrici e i lavori di carattere non elettrico svolti a ridosso delle zone di pericolo.

Norma CEI 64-8 per impianti elettrici di bassa tensione

Sono diversi gli aspetti principali prescritti dalla norma CEI 64-8, oggi alla sua nona edizione.

Il campo di applicazione della normativa

L’applicazione della norma CEI 64-8 per impianti elettrici di bassa tensione copre le unità residenziali, gli stabili industriali e il comparto terziario, definendo le buone pratiche di progettazione, realizzazione e verifica necessarie a ottenere il riconoscimento della regola dell'arte.

Gli aggiornamenti della norma CEI 64-8

La nona edizione della norma CEI 64-8, entrata in vigore nel 2024, recepisce molteplici direttive europee e internazionali grazie all'apporto degli esperti del Comitato Tecnico CT 64 del CEI.


I cambiamenti apportati dalla norma CEI 64-8 nel 2024 riguardano il Capitolo 41 (isolamento contro contatti diretti e indiretti), il Capitolo 46 (Comando e Sezionamento), il Capitolo 56 (sorgenti di alimentazione per i servizi di sicurezza). 


Importanti novità interessano anche la Parte 7, con profonde revisioni alla Sezione 712 per i generatori fotovoltaici (FV) e alla Sezione 722, che regolamenta l'infrastrutturazione dedicata ai punti di ricarica dei veicoli elettrici. Infine, il Capitolo 37, focalizzato sugli ambienti residenziali, ha subito una revisione mirata a innalzare le prestazioni dei circuiti interni alle unità abitative singole o condominiali.

Dimensionamento e infrastruttura dell'impianto elettrico

Per un impianto elettrico conforme alla CEI 64-8 è fondamentale il corretto dimensionamento delle sue componenti. Gli impianti delle unità abitative devono quindi essere progettati per supportare una potenza impegnata minima pari ad almeno 6 kW, a prescindere dal livello di dotazione, dalla volumetria dell'alloggio o dall'attivazione di una fornitura commerciale inferiore. 


Per soddisfare questo requisito si interviene sui conduttori del montante principale, l'interruttore generale e la segmentazione dei circuiti, con deroghe ammissibili esclusivamente in presenza di vincoli strutturali dell'edificio.


Secondo la CEI 64-8, la sezione minima dei cavi deve essere rapportata ai carichi e l'intera infrastruttura deve garantire requisiti specifici:

  • i conduttori devono risultare sfilabili in ogni porzione della rete, per consentire interventi futuri senza opere murarie;
  • i collegamenti in parallelo sui morsetti sono consentiti soltanto all'interno della medesima scatola o, al massimo, per due scatole consecutive;
  • il diametro interno delle condutture circolari deve essere pari ad almeno 1,5 volte il diametro del cerchio occupato dal fascio di conduttori ospitati;
  • la sezione trasversale minima di qualsiasi tubazione protettiva non può scendere sotto i 16 mm;
  • nelle cassette di derivazione deve essere mantenuta un'area libera residua non inferiore al 30% del volume complessivo, per evitare la compressione di morsetti e giunti.

I tre livelli prestazionali per l'impianto residenziale

Il testo classifica gli impianti residenziali in tre livelli di dotazione tecnologica:

  • Livello base: costituisce la configurazione minima imposta dai regolamenti per poter dichiarare un impianto elettrico a norma. Si concentra sui parametri di sicurezza essenziali e sulla fruibilità quotidiana, stabilendo le soglie minime per il numero di linee, prese e punti di illuminazione nei vari locali.
  • Livello standard: incrementa la dotazione complessiva, ampliando il numero di circuiti divisionali, i punti di prelievo e i comandi. Introduce l'obbligo di inserire dispositivi per il monitoraggio dei consumi energetici e moduli per la gestione e il distacco preferenziale dei carichi.
  • Livello domotico: è il livello più avanzato di automazione applicata all'edilizia residenziale. Richiede l'integrazione di soluzioni capaci di coordinare almeno quattro funzioni distinte (gestione luci, controllo clima, automazione serramenti, scenari complessi), ottimizzando i consumi energetici anche da remoto.

Dispositivi di protezione per la sicurezza degli impianti elettrici

La normativa impone la prevenzione dei pericoli tramite protezioni coordinate, quali barriere e isolamenti contro i contatti diretti (parti attive in tensione) e sistemi di interruzione per i contatti indiretti (tensioni pericolose sulle scocche metalliche). 


Sono previsti anche quadri elettrici equipaggiati con interruttori magnetotermici contro i sovraccarichi e i cortocircuiti, accoppiati a dispositivi differenziali. Necessari anche una messa a terra coordinata con le protezioni e gli scaricatori di sovratensione (SPD) per i transitori indotti da fulminazioni esterne.

Classificazione degli ambienti secondo la CEI 64-8

Nel livello prestazionale 1, la CEI 64-8 introduce una classificazione degli ambienti che assegna a ogni tipo di stanza una quota di punti luce e prese. Il testo distingue le aree di ingresso, corridoi, cucina, soggiorno, servizi igienici, camere da letto e spazi accessori come lavanderie, balconi, cantine e autorimesse.

Le verifiche periodiche degli impianti elettrici

Riguardo alle verifiche periodiche degli impianti elettrici, la CEI 64-8 dispone due operazioni distinte, atte a mantenere lo stato dell’impianto invariato nel tempo e prevenire guasti:

  • l’esame a vista, che può essere ordinario per rilevare difetti macroscopici (parti rotte, conduttori lenti o assenza di targhette) oppure approfondito, che valuta lo stato dei materiali e l'ambiente anche tramite strumenti;
  • le prove tecniche, ovvero test strumentali per accertare la conformità alla norma, che comprendono la verifica dei conduttori di protezione, la misura della resistenza di isolamento, la separazione elettrica SELV e PELV, il test dei differenziali, la misura della resistenza di terra e la verifica della caduta di tensione.

Norma CEI 64-8 per impianti elettrici di bassa tensione

La norma CEI 11-27 regola le procedure di sicurezza dei lavori su impianti elettrici o in prossimità degli stessi, oltre alle figure chiave atte a tali procedure e ai loro requisiti di qualifica.

Lavori su impianti elettrici: le procedure di sicurezza

Il testo tecnico disciplina le modalità operative per azzerare i rischi per l’operatore. I protocolli per i lavori elettrici, nella CEI 11-27 si articolano quindi su diverse linee operative:

  • le procedure di lavoro si suddividono in attività fuori tensione (modalità di sicurezza ordinaria); interventi sotto tensione (effettuabili solo da personale qualificato, dietro rigide condizioni e con l’uso di attrezzi isolati e/o isolanti); e mansioni in prossimità, svolte entro le distanze di sicurezza stabilite dal D.Lgs. 81/08;
  • le procedure di sicurezza operativa hanno cinque fasi sequenziali per ogni intervento: mappatura preventiva dei rischi, delimitazione e segnalazione dell'area, verifica strumentale dell'assenza di potenziale, uso di DPI idonei e controllo finale delle connessioni;
  • le procedure di manutenzione, che regolamentano gli interventi straordinari o programmati, imponendo il sezionamento e il blocco meccanico dei sezionatori prima di accedere ai quadri.

Le figure chiave introdotte dall'aggiornamento CEI 11-27

L’ultimo aggiornamento della CEI 11-27 ha ridefinito i ruoli dei soggetti coinvolti nelle attività:

  • GI (Gestore Impianto), è la figura che eredita le funzioni dell'URI. Ha la responsabilità dello stato di conservazione della rete e la facoltà di autorizzare le manutenzioni;
  • RI (Responsabile dell’Impianto), è il tecnico preposto alla conduzione e al controllo della linea durante lo svolgimento dei lavori;
  • GL (Gestore programmazione Lavoro), è l’evoluzione del’URL, incaricato della pianificazione e dell'organizzazione logistica del lavoro;
  • RLE (Responsabile del Lavoro elettrico), sostituisce il PL (Preposto ai Lavori) con il compito di vigilare sul campo per garantire il rispetto delle procedure di sicurezza;
  • LAV (Lavoratore), è l'operatore materiale incaricato di eseguire le lavorazioni elettriche.

Requisiti di qualifica

L'attribuzione delle qualifiche professionali di PES (Persona Esperta) e PAV (Persona Avvertita) risponde ai criteri definiti dalla CEI 11-27 al punto 4.15.1, secondo tre parametri:

  • istruzione: comprensione teorica delle leggi dell'elettrotecnica, delle norme e dei rischi correlati;
  • esperienza pratica: background maturato sul campo nella gestione di scenari operativi complessi, sia ricorrenti sia straordinari;
  • attitudini personali: idoneità psicofisica, accuratezza operativa e costanza nei livelli di attenzione.


La distinzione tra i due profili risiede esclusivamente nel livello di autonomia e padronanza dimostrato dei requisiti sopra descritti.

Adeguamento impianto elettrico esistente: quando è obbligatorio?

Un impianto elettrico risulta non conforme quando non soddisfa i requisiti minimi stabiliti dalle norme tecniche vigenti. Gli impianti molto datati raramente integrano i dispositivi richiesti dall'evoluzione dei testi CEI, esponendo gli stabili a pericoli latenti.


Le procedure di adeguamento di un impianto elettrico esistente dipendono dall'anno di costruzione. Tutti i sistemi realizzati dal 1990 in poi devono disporre della Di.Co. o, in caso di smarrimento, di una Dichiarazione di Rispondenza (Di.Ri.) redatta da un professionista abilitato. 


Per gli impianti antecedenti al 13 marzo 1990, la legge considera la struttura adeguata se dotata di dispositivi di sezionamento e protezione magnetotermica all'origine delle linee, barriere contro i contatti diretti e un interruttore differenziale con soglia di intervento non superiore ai 30 mA per i contatti indiretti.

FAQ

Cosa dice la CEI 64-8?

La norma definisce i criteri per progettare, installare e collaudare in sicurezza i sistemi elettrici in bassa tensione, descrivendo i dispositivi obbligatori e le quote di dotazione per l'edilizia civile e terziaria.

Qual è l'ultima edizione della norma CEI 64-8?

Il riferimento corrente è la nona edizione pubblicata nel 2024, che sostituisce e aggiorna la precedente versione del 2021 inserendo i nuovi standard europei.

La norma CEI 64-8 è obbligatoria per legge?

Sì. Il rispetto delle norme CEI garantisce la conformità alla regola dell'arte imposta dalla Legge 186/68 e dal D.M. 37/08, rendendola il percorso tecnico vincolante per i professionisti.

A chi si applica la norma CEI 11-27 sui lavori elettrici?

Il testo si applica a chiunque esegua attività operative, di manutenzione o di verifica su infrastrutture elettriche o in prossimità di parti attive, coinvolgendo sia i tecnici qualificati (PES/PAV) sia il personale non elettrico operante in aree di cantiere.

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