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Normativa ecodesign e progettazione: cosa cambia per i professionisti

Tempo di lettura: 4 min

L’ecodesign for sustainable products regulation (ESPR) ridefinirà i criteri con cui vengono progettati, realizzati e immessi sul mercato i prodotti fisici nell’Unione Europea. Pubblicato nel 2024, introduce requisiti più estesi rispetto alla direttiva 2009/125/CE, ampliandone l’ambito di applicazione e includendo strumenti innovativi come i criteri di riparabilità e obblighi informativi più estesi. Vediamo i settori che verranno interessati per primi e l’impatto che avrà in termini di processi più strutturati, maggiore tracciabilità e sostenibilità dell’intero ciclo di vita dei prodotti.

Dal 2009 a oggi: l’evoluzione giuridica dell’ecodesign

L’introduzione della direttiva ecodesign è stata, nel 2009, il primo passo verso una regolamentazione più armonizzata, con cui l’UE intende definire requisiti minimi di progettazione per migliorare la sostenibilità dei prodotti immessi sul mercato europeo. Tale cornice normativa mira, infatti a ridurre l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti, ideando e applicando criteri misurabili e verificabili.


A sostituire la Direttiva 2009/125/CE è stato il Regolamento Ue/2024/1781, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 28 giugno 2024 ed entrato in vigore il 18 luglio 2024. Questo nuovo regolamento, sostituendo la precedente direttiva, ne amplia in modo significativo il campo d’azione


La direttiva ecodesign del 2009 si concentrava infatti sui prodotti connessi all’energia, mentre l’attuale ecodesign regulation dell’UE estende gli obblighi a quasi ogni prodotto fisico, esclusi solo alimenti, mangimi, medicinali e poche altre categorie. Un cambiamento in linea con le sfide contemporanee, che risponde alla necessità di un approccio sistemico alla sostenibilità che coinvolga, nel tempo, tutte le filiere produttive.


Il nuovo regolamento modifica, inoltre, la Direttiva Ue/2020/1828 sulle Azioni Rappresentative Europee per la tutela degli interessi dei consumatori e il Regolamento Ue/2023/1542, relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie. 


Così facendo, il regolamento ecodesign diventa uno strumento più completo per guidare la transizione ecologica delle imprese europee, con un obiettivo simile a quello della normativa “case green” riguardo alla transizione ecologica degli edifici.

Ecodesign regulation: le novità della proposta europea

Il Regolamento Ue/2024/1781 ha l’obiettivo principale di migliorare la riparabilità, la riutilizzabilità e il riciclo dei prodotti per ridurre la quantità di rifiuti generati e migliorare le prestazioni ambientali complessive lungo tutto il loro ciclo di vita.


A tale scopo, il regolamento istituisce delle procedure armonizzate per la definizione dei requisiti di progettazione ecocompatibile tramite atti di esecuzione successivi della Commissione Europea. Le nuove specifiche dovranno essere applicate dopo un periodo minimo di 18 mesi dalla loro entrata in vigore e saranno vincolanti per tutti i produttori che desiderano immettere prodotti sul mercato europeo.


Tra le principali novità introdotte troviamo:

  • il passaporto digitale di prodotto (DPP) per garantire tracciabilità e trasparenza;

  • i requisiti obbligatori per il Green Public Procurement (GPP);

  • i nuovi criteri per evitare la distruzione dei prodotti invenduti;

  • gli obblighi informativi avanzati a beneficio di utenti e consumatori.

 

L’ecodesign for sustainable products regulation sarà messo in pratica tramite i Piani di Lavoro ESPR. Il Piano riguardante il quinquennio 2025-2030 ha individuato i primi settori di applicazione: tessile e abbigliamento, mobili, pneumatici e materassi.


Il criterio di selezione di questi primi settori è legato al loro impatto ambientale, le disposizioni saranno estese progressivamente a un numero sempre maggiore di categorie di prodotto. A fianco ad essi il tavolo ha stabilito due criteri trasversali: il punteggio di riparabilità e i requisiti sul contenuto riciclato nei dispositivi elettrici ed elettronici.


Le novità introdotte, come il DPP, rientrano nel solco di iniziative come il PEP - Product Environmental Profile già adottato da Gewiss, che riporta dichiarazioni ambientali di tipo III sui prodotti dell'industria elettrica, elettronica del riscaldamento e del raffrescamento, secondo i requisiti della norma internazionale ISO 14025.

Gli impatti sulla mobilità elettrica e sugli impianti industriali

Il nuovo regolamento ecodesign prevede che i requisiti specifici vengano definiti tramite atti delegati per gruppi di prodotti omogenei. L’ambito di applicazione si estenderà quindi, come accennato, progressivamente dai settori industriali individuati dal primo Piano di Lavoro ESPR 2025-2030 ad altri settori ad alto impatto, come siderurgia, elettronica, chimica e mobilità. 


Gli impianti industriali saranno chiamati a integrare criteri di sostenibilità in ogni fase della progettazione, privilegiando componenti più riparabili, materiali a minore impatto e riduzione delle emissioni associate al ciclo di vita.


L’ecodesign regulation riguarda anche i motori elettrici, in quanto prodotti connessi all’energia già inclusi dal Piano 2022-2024 in 35 categorie di Energy-Related Products. 16 di queste categorie sono state integrate nel nuovo Piano di Lavoro ESPR 2025-2030, tra cui anche i motori elettrici, per i quali l’adozione delle nuove specifiche è prevista nel 2028.


Per il settore della mobilità elettrica questo significa requisiti più stringenti su durabilità, efficienza energetica e contenuto riciclato, portando a un’integrazione sempre maggiore tra progettazione tecnica e valutazioni ambientali, con cambiamenti diretti e profondi su supply chain e processi produttivi.

L’ecodesign e gli obiettivi di economia circolare

All’interno della Strategia nazionale per l’economia circolare, adottata nel 2022, l’ecodesign veniva già indicato come uno strumento prioritario per prevenire la produzione dei rifiuti. Per supportare l’applicazione del nuovo regolamento è stato istituito nel 2024 il Tavolo Ecodesign, in modo da affiancare le amministrazioni competenti e promuovere iniziative lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti.


Gli obiettivi principali della Strategia nazionale per l’economia circolare appaiono dunque in linea con le disposizioni del regolamento ecodesign finora osservate:

  • sviluppo del mercato delle materie prime seconde;

  • rafforzamento della Responsabilità Estesa del Produttore;

  • sistema fiscale più favorevole alla transizione verso l’economia circolare;

  • estensione della durata dei prodotti e della loro riparabilità;

  • diffusione di metodologie di Life Cycle Assessment;

  • miglioramento della tracciabilità dei flussi di rifiuti.


In altre parole, l’ecodesign regulation e gli obiettivi nazionali di economia circolare presentano molti punti in comune, che rafforzano il legame tra design, sostenibilità e obiettivi climatici. Un altro importante segnale del ruolo centrale della progettazione sostenibile in una visione più ampia di economia rigenerativa. 

FAQ

Quand'è entrato in vigore il regolamento ecodesign?

Il Regolamento UE/2024/1781 è entrato in vigore il 18 luglio 2024 e ha sostituito la precedente direttiva 2009/125/CE.

Quali sono le differenze tra direttiva 2009/125/CE e regolamento attuale?

Il nuovo regolamento amplia l’ambito di applicazione, introduce il passaporto digitale, criteri obbligatori di riparabilità e maggiore trasparenza informativa, andando oltre i soli prodotti connessi all’energia.

Quali prodotti rientrano nel nuovo Regolamento Ue/2024/1781?

Il regolamento coprirà gradualmente la maggior parte dei prodotti fisici immessi sul mercato europeo, con l’esclusione di alimenti, mangimi, medicinali e pochi altri casi specifici.

Qual è il legame tra ecodesign ed economia circolare?

L’ecodesign favorisce la riduzione dei rifiuti e il riutilizzo delle risorse lungo il ciclo di vita del prodotto, contribuendo in modo diretto agli obiettivi dell’economia circolare.

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