L’ecodesign è un approccio alla progettazione sostenibile che integra criteri ambientali, economici e sociali lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, dalla scelta dei materiali sostenibili alla digitalizzazione dei processi tramite il metodo BIM, fino alla collaborazione con partner tecnologici per l’efficientamento energetico. Approfondiamo questo modello di progettazione ecocompatibile, che oggi definisce nuovi standard per l’industria e l’edilizia.
Che cosa si intende con ecodesign
Con ecodesign, o progettazione sostenibile, si intende un processo di ideazione e realizzazione di un prodotto nel rispetto dell’equilibrio ambientale. Lo scopo del design sostenibile è infatti quello di minimizzare l’impatto negativo sull’ambiente e migliorare la qualità della vita attraverso scelte intelligenti e consapevoli. Altri suoi obiettivi sono la partecipazione comunitaria, la conservazione delle risorse naturali e la promozione di modelli di produzione, consumo e sviluppo sostenibili.
Tra i suoi principi fondamentali troviamo la riduzione dello spreco di risorse, il riuso, la manutenzione e il riciclo dei prodotti, l’impiego di energie rinnovabili e la diminuzione delle emissioni inquinanti. A livello operativo, questo si traduce in progettazione accurata, scelta di materiali certificati, gestione responsabile dei rifiuti e pianificazione efficiente delle risorse.
Per quanto riguarda il quadro normativo, l’Unione Europea ha definito nel tempo diversi documenti ufficiali per la progettazione ecocompatibile (Ecodesign), ovvero l’insieme di misure che regolano la progettazione di prodotti legati al consumo energetico. Il più recente è il Regolamento Ue/2024/1781 del Parlamento europeo e del Consiglio, entrato in vigore il 18 luglio 2024. Questo modifica la Direttiva Ue/2020/1828 e il Regolamento Ue/2023/1542 e abroga la Direttiva 2009/125/Ce, stabilendo requisiti di progettazione ecocompatibile per migliorare l’efficienza energetica e ridurre l’impatto ambientale lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti.
Esempi di design sostenibile nella progettazione energetica
Ci sono diversi esempi concreti di progetti di ecodesign che evidenziano come l’architettura e la tecnologia possano convergere verso la sostenibilità. Ad esempio The Edge, la sede di Deloitte ad Amsterdam, è considerato uno degli edifici per uffici più sostenibili al mondo. Progettato dallo studio PLP Architecture, integra sistemi intelligenti per il controllo dell’illuminazione, la gestione termica e l’uso efficiente dell’energia che riducono drasticamente i consumi e migliorano il comfort degli occupanti.
Un altro degli esempi di design sostenibile più noti è CopenHill (il cui nome ufficiale è Amager Bakke) ovvero un impianto di waste-to-energy a Copenaghen progettato dal Bjarke Ingels Group. L’edificio combina la sua funzione industriale a quella sociale, perché produce energia per la città da 440.000 tonnellate di rifiuti all’anno e ospita anche una pista da sci, oltre a spazi verdi accessibili al pubblico.
Un progetto significativo in Italia è il modello avanzato di rigenerazione urbana ChorusLife. La struttura multifunzionale unisce in un sistema integrato automazione, energy management, e-mobility e illuminazione. Così facendo coniuga design e sostenibilità, facendo coesistere armonicamente architettura e impiantistica. Il progetto ha dato vita a un modello scalabile di smart city capace di affrontare le sfide del futuro in termini di comfort, efficienza e innovazione.
Come si può notare, i migliori esempi di ecodesign sono tutti accomunati da un principio di base: la progettazione ecocompatibile non è solo un obiettivo etico, ma anche un fattore di vantaggio competitivo, in grado di valorizzare il brand, contribuire alla riduzione dei consumi e migliorare la vivibilità degli spazi.
Le applicazioni dei materiali sostenibili negli impianti elettrici
La scelta di materiali sostenibili di design rappresenta, come accennato, un aspetto fondante della progettazione sostenibile. Anche negli impianti elettrici si impiegano infatti, sempre più frequentemente, componenti prodotti con materiali riciclati o a basso impatto ambientale.
Tra gli esempi più significativi si possono citare gli interruttori differenziali, le passerelle portacavi e i sistemi di tubazioni protettive pieghevoli, tutti progettati per ridurre l’uso di risorse non rinnovabili.
A rendere più approfondito e documentato l’impatto di un prodotto troviamo inoltre il Product Environmental Profile, ovvero una dichiarazione ambientale che racchiude informazioni precise sugli impatti ambientali lungo tutto il ciclo di vita di un prodotto, secondo la metodologia LCA (Life Cycle Assessment).
La certificazione PEP rispetta i requisiti della norma internazionale ISO 14025 e consente alle aziende di misurare e comunicare gli effetti ambientali dei propri prodotti, favorendo trasparenza e miglioramento continuo. Una logica di analisi e ottimizzazione che contribuisce a realizzare progetti di efficientamento energetico coerenti con gli standard europei.
La metodologia LCA su cui si basa è altrettanto importante, perché compie un calcolo strutturato e standardizzato dell'impronta ambientale di un prodotto o servizio che va dalle fasi di estrazione delle materie prime fino alla dismissione finale, passando per produzione, distribuzione, uso e così via. Questo consente di compiere scelte produttive e di design mirate e più efficaci nel ridurre l’impronta ambientale complessiva di una produzione.
I materiali come le bioplastiche, l’alluminio riciclato e i compositi naturali si stanno affermando come soluzioni alternative ai materiali tradizionali, garantendo durabilità, sicurezza e compatibilità ambientale in un mercato sempre più orientato alla sostenibilità.
La sostenibilità in fase progettuale: il metodo BIM
Anche gli strumenti digitali sono una componente strategica dell’ecodesign, come dimostrato dal Building Information Modeling (BIM), che consente di integrare i diversi aspetti della progettazione (strutturale, architettonica e impiantistica) in un modello digitale unico e condiviso.
Il metodo BIM permette di coordinare in modo efficiente tutti gli attori coinvolti e di gestire l’intero ciclo di vita dell’opera. Dalla fase di ideazione fino alla manutenzione, coinvolge ogni fase di un progetto, rivoluzionandone l’approccio. Tra i vantaggi principali di questo metodo troviamo:
la riduzione dei costi e dei tempi di progettazione e costruzione;
la riduzione degli errori grazie alla modellazione tridimensionale e alla condivisione dei dati;
l’aumento dell’efficienza e della qualità complessiva del progetto;
la tracciabilità e l’aggiornamento continuo della documentazione tecnica.
Combinare design sostenibile e strumenti digitali come il BIM fa parte di una frontiera evolutiva nella gestione di progetti complessi, in linea con gli obiettivi del regolamento ecodesign europeo e agli obiettivi sempre più specifici di efficientamento.
Ecodesign e innovazione: il ruolo dei partner tecnologici
La collaborazione con partner tecnologici in grado di supportare i progettisti nelle fasi di analisi e ottimizzazione è quindi parte imprescindibile dei processi di ecodesign, soprattutto sulle grandi strutture e per la gestione di sistemi complessi e interconnessi.
Ad esempio con i software di calcolo energetico è possibile valutare le prestazioni termiche e luminose di un edificio con grande precisione, simulando prima della costruzione scenari di efficienza e comfort. Le decisioni progettuali vengono così basate su dati concreti e sono orientate alla riduzione dei consumi.
L’integrazione di questi strumenti nei processi di design sostenibile dei progetti porta alla realizzazione di edifici ancora più intelligenti e adattivi, capaci di interagire con l’ambiente circostante e di adattarsi ai cambiamenti sempre più rapidi di fabbisogno energetico.
In altre parole, la sinergia tra progettazione sostenibile e tecnologie digitali è in grado di favorire la diffusione di modelli urbani più resilienti, capaci di coniugare funzionalità, efficienza e benessere per le persone, mettendo in pratica l’incontro tra innovazione digitale e responsabilità ambientale.
FAQ
Un progetto sostenibile integra principi ambientali, sociali ed economici lungo tutto il ciclo di vita dell’opera, riducendo l’impatto ambientale e migliorando la qualità della vita.
Tra i materiali più diffusi figurano plastica riciclata, alluminio rigenerato, acciaio a basso contenuto di carbonio e biopolimeri, impiegati per cavi, canalizzazioni e componenti di impianto.
Il design sostenibile consente alle aziende di migliorare l’efficienza energetica, accedere a incentivi e certificazioni, aumentare la reputazione del brand e rispondere alle richieste del mercato in termini di innovazione e responsabilità ambientale.
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