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MESSAGGIO

LO SPORT COME SPETTACOLO DI LUCE

Quando lo sport diventa spettacolo la luce è determinante per la qualità delle immagini offerte al pubblico presente e al vasto pubblico attraverso il medium televisivo


L’evento sportivo con presenza di pubblico, ripreso e trasmesso dalle reti televisive, assume oggi, a tutti gli effetti, i connotati dello spettacolo di massa. È evidente che l’illuminazione di tutto il complesso sportivo che ospita tale evento deve tener conto di questa realtà. Le funzioni da garantire sono molteplici. Il pubblico deve essere messo in condizioni di fruire l’evento col massimo livello di comfort visivo e le riprese televisive devono poter contare su scene luminose adatte al mezzo di trasmissione delle immagini.

L’effetto spettacolo da conferire all’evento richiede che gli apparecchi siano raggruppati in modo da gestire le accensioni e gli spegnimenti parziali, per gruppi di apparecchi, nonché le regolazioni dei loro flussi luminosi. Per espletare al meglio queste funzioni conviene che l’impianto sia dotato di un sistema di gestione e controllo. Gli apparecchi proiettori, opportunamente predisposti, ricevono la normale linea elettrica di alimentazione ed una seconda linea preposta alla trasmissione di segnali. Un dispositivo chiamato “controller”, in cui confluiscono entrambe le linee, svolge le funzioni di riconoscimento e smistamento dei segnali che comandano, come si è detto, le accensioni, gli spegnimenti e le regolazioni dei flussi luminosi. In questo modo è possibile creare più gruppi di fonti luminose e implementare un programma che gestisca automaticamente le varie funzioni.

Un sistema molto utilizzato si basa sulla tecnologia DMX (Digital MultipleXed) presente da molti anni nel mondo dello spettacolo e ampiamente utilizzato con le sorgenti LED in complessi sportivi. Si tratta di un sistema di trasmissione di segnali elettrici attraverso un cavo a due conduttori intrecciati protetto da disturbi elettrici ed elettromagnetici. Il controller viene programmato tramite un software dedicato.

ATLETI, SPETTATORI, MEDIUM TELEVISIVO

In ogni disciplina sportiva ci sono sempre due aree da illuminare: quella occupata dal pubblico - le tribune - e l’area della competizione, di primaria importanza perché su di essa si concentrano gli sguardi degli spettatori. Per gli atleti impegnati, al fine del corretto ed equilibrato confronto sportivo, è necessario creare le condizioni per visioni nette e precise, spesso in rapida successione, che si estendono a tutta l’area o al campo di gioco. Per ottenere questo obiettivo occorrono illuminamenti in genere dell’ordine delle centinaia di lux. Per quanto riguarda il gioco del calcio abbiamo delle prescrizioni che mettono in rapporto il numero degli spettatori con la quantità di luce nell’area di gioco (Tabella 1). Man mano che cresce il numero degli spettatori aumentano anche le distanze di osservazione; si spiegano così gli incrementi dei lux.

Si utilizza nei calcoli la grandezza fotometrica illuminamento medio mantenuto Ehmed. Con l’aggettivo “mantenuto” si intende il valore in lux dato dagli apparecchi installati nelle condizioni in cui è previsto l’intervento di manutenzione (condizioni limite di massima dispersione del flusso luminoso). In pratica il progettista sviluppa il calcolo degli illuminamenti adottando un “fattore di manutenzione” dato da una percentuale del flusso emesso dagli apparecchi. Questa percentuale in riduzione del flusso è ricavata analizzando le reali condizioni di esercizio dell’impianto (intervallo temporale tra gli interventi di manutenzione, inquinamento dell’aria e altro). In mancanza di un’analisi nello specifico, si assume il valore di 0.8 (80% del flusso complessivo).

UNIFORMITÀ DEGLI ILLUMINAMENTI

Un secondo parametro molto importante ai fini della visione spettacolare dell’evento sportivo riguarda l’uniformità degli illuminamenti orizzontali. Si considerano due tipi di uniformità dati da:

  • il rapporto tra l’illuminamento minimo e l’illuminamento massimo, U1
  • il rapporto tra l’illuminamento minimo e l’illuminamento medio U2

I due rapporti servono per capire se una superficie sia illuminata senza zone scure intervallate a zone chiare, cioè se ci siano alterazioni significative, ossia percepibili, dell’illuminamento medio. Si tratta di una variabile di fondamentale importanza ai fini della visibilità e della corretta visione. Il primo rapporto (U1) rileva di differenze tra le zone a maggiore e a minore illuminamento, vale a dire un divario puntuale (macchie di luce e aloni di ombra). Il secondo (U2) registra la presenza di zone interessate da bassi valori di flusso luminoso, cioè solo gli aloni meno luminosi.

I valori indicati dalle normative cambiano per disciplina sportiva e per impianti indoor o outdoor. Il valore di U1 è nella generalità dei casi inferiore a quello di U2. I valori di U1 oscillano tra 0.3 e 0.5, quelli di U2 tra 0.5 e 0.7.

ILLUMINAMENTI VERTICALI

L’illuminamento sui piani verticali rispetto al terreno (Evmed ) assume rilevanza per la visione del pubblico e degli atleti, e in particolare per le riprese televisive. Il rispetto del parametro dell’illuminamento orizzontale normalmente assicura un efficace illuminamento verticale. Il rapporto tra i lux sui piani orizzontali e verticali dell’area della competizione, all’altezza di 1 metro dal suolo, deve rispettare la regola generale:

0.5 <= Ehmed / Evmed <= 2

Molte normative non contemplano la variabile fotometrica Evmed che invece viene attentamente valutata per le riprese televisive.  È opportuno estendere il calcolo alle zone marginali del terreno, cioè nella zona riservata al pubblico in presenza di spalti o tribune. Si consiglia di avere come valore di illuminamento verticale medio nelle aree circostanti almeno il 25% dell’illuminamento verticale medio dell’area della competizione.

Per il gioco del calcio in Tabella 2 sono raccolti i valori raccomandati dei principali parametri fotometrici per riprese televisive secondo vari enti e associazioni per competizioni nazionali e internazionali.

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